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Ieri sera, nella prestigiosa Sala di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, ho vissuto un’emozione che difficilmente dimenticherò. Presentare il mio libro, Le rimesse nel cappotto, nella città dove sono cresciuta e mi sono formata, ha rappresentato per me non solo un traguardo scientifico, ma un ritorno a casa carico di significato. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento al Sindaco di Cosenza, Franz Caruso , per l'ospitalità e la sensibilità dimostrata verso il tema dell'integrazione e verso il mio lavoro. Un onore immenso è stata la presenza della Console Generale di Romania a Bari, Ioana Gheorghias, la cui partecipazione testimonia il legame indissolubile tra le nostre istituzioni e la comunità romena. Un ringraziamento speciale va ai docenti dell’Università della Calabria, Vittorio Cappelli  e Olimpia Affuso, per le loro analisi puntuali e di alto profilo accademico, che hanno saputo valorizzare il rigore della mia ricerca, e all’Assessora Antonietta Cozza , che ha moder...
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La Romania nel Cuore, a chilometri di distanza. Oggi è il 1° Dicembre, la Ziua Națională a României (Festa Nazionale), e per chi come me è un figlio della seconda generazione in Italia – pur non avendo scelto la migrazione, ma vivendo qui da 20 anni – questa data risuona con profondità ed emozione. Non c'è distanza che tenga quando si parla di radici, di nonni, di storie sussurrate al telefono e del suono caldo delle colinde (canti natalizi) che ogni anno ci arrivano dal cuore della Romania. E poi ci sono quei momenti che non hanno prezzo: stamattina, la telefonata dei nonni in lacrime, dopo aver visto il mio videomessaggio di auguri su TVR Info durante il Telegiornale Matinal. Questa è l'emozione che la Romania continua a regalarmi, un legame invisibile ma fortissimo. Auguri di cuore Romania! Auguri a tutti coloro che, nonostante i chilometri, la portano con orgoglio, emozione e nostalgia nel cuore. Che sia una giornata di unità, ricordo e speranza. La distanza separa i corpi,...
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  Ieri ho vissuto una giornata che porterò sempre nel cuore  A Roma, nella suggestiva Biblioteca del Senato, ho avuto l’onore di partecipare all’evento “Anno culturale Mihai Eminescu”, organizzato dall’Associazione Politeia con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia e su iniziativa del Senatore Adriano Paroli. Mi è stato conferito il Premio Aretè 2025 per la mia attività di ricercatrice, in particolare per gli anni di studio e impegno sulla migrazione rumena all’estero. Ricevere questo premio rappresenta per me una spinta potente a continuare il mio lavoro, a dare voce alla comunità rumena in Italia e nel mondo, a non fermarmi mai. E riceverlo proprio lì, nella Biblioteca del Senato della Repubblica Italiana – la mia casa adottiva – è stato un momento di profonda emozione: ho sentito di ricevere un premio da casa… a casa. Un grazie immenso va a Violeta Popescu , non solo una grande amica, ma un vero pezzo del mio cuore, che ha reso possibile tutto questo con i...
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  Ieri ho avuto nuovamente il piacere di incontrare la Console di Romania a Bari, Dott.ssa Ioana Gheorghiaș, questa volta a Cosenza, in occasione delle tre giornate dedicate al Consolato Itinerante in Calabria. Un servizio davvero prezioso per tutto il Sud Italia! Il Consolato Itinerante consente infatti alla comunità romena residente nei piccoli centri e nei borghi più distanti di accedere ai servizi consolari essenziali senza dover sostenere lunghi e dispendiosi spostamenti verso Bari, riducendo sensibilmente quel senso di distanza – geografica e non solo – che ancora oggi si avverte con particolare intensità nel Mezzogiorno. Ringrazio di cuore la Console Ioana Gheorghiaș per il tempo che mi ha dedicato con la consueta gentilezza e per il prezioso supporto che sta offrendo alla realizzazione dei miei progetti futuri. La sua collaborazione e la sua disponibilità sono per me un valore inestimabile. Ieri am avut din nou plăcerea de a o întâlni pe Doamna Consul al României la Bari, d...
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  Ho scritto una lettera al Rettore Leone e leggerla sul Quotidiano del Sud è un onore. Non parlo di ranking (anche se l’Unical è tra le prime 500 al mondo). Parlo di appartenenza. Ho scritto questa lettera perché dovevo dire grazie.Grazie per averci fatto sentire che studiare in Calabria non è “accontentarsi”, ma scegliere il meglio. Perché quelle parole non sono solo mie. Sono di ogni studente che ha vissuto l’Unical come casa. E la portiamo nel cuore, ovunque andiamo. Questa lettera è solo il primo articolo che firmo, con l'augurio che sia solo l’inizio di una lunga serie: altre storie, altre voci, altre firme.
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  Ieri sera ho avuto l'onore di partecipare al passaggio di consegne all’Università della Calabria: il Rettore uscente Nicola Leone ha passato il testimone al nuovo Rettore Gianluigi Greco Un momento intenso, carico di emozione e di responsabilità. Il picco emotivo? Quando il Prof. Leone si è visibilmente commosso per gli applausi scroscianti della sala, e poi l’abbraccio forte tra i due rettori nel momento della consegna del tocco. Un gesto semplice, ma che ha detto tutto: stima, continuità, affetto. Il Prof. Leone lascia un’Università sana, in crescita, con un patrimonio netto più che raddoppiato e una comunità scientifica rafforzata da giovani ricercatori e scienziati di valore. Il Prof. Greco, a 48 anni (il più giovane dopo Beniamino Andreatta), prende il timone con una visione chiara: continuità nell’innovazione e una “terza missione” che è collaborazione vera con il territorio. Il suo primo atto? Costruire una squadra di persone motivate, amiche, colleghe e colleghi. Au...
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Due patrie, un solo cuore: il racconto del mio seminario alla Babeș-Bolyai    Cosa significa, davvero, essere un ponte? Il 12 ottobre scorso, durante il seminario che ho tenuto per la Facoltà di Studi Europei dell’Università Babeș-Bolyai di Cluj, ho cercato la risposta insieme agli studenti. Il titolo era "L'Interculturalità. Romania-Italia: un punte de migratie si identitate", ma per me è stato molto più di una lezione: è stato un viaggio di ritorno e di scoperta. Parlare di identità ibrida, di migrazione e di transnazionalità davanti a uno schermo che univa l'Italia e la Romania ha avuto un sapore particolare. Perché io quelle parole non le ho solo studiate: le porto scritte sulla pelle. Appartengo a quella seconda generazione che spesso si sente sospesa, che cresce cercando l'equilibrio in un battito di ciglia tra una lingua e l’altra. Nel dialogo con gli studenti, ho rivisto i miei stessi dubbi, le mie stesse domande. Abbiamo parlato di cosa significhi integra...