Una nuova casa per le mie parole: il racconto "Il sale nelle ferite, il dolore nei barattoli" vince il concorso "Una rondine al tetto"
Condivido con gioia un nuovo riconoscimento letterario. Il mio racconto "Il sale nelle ferite, il dolore nei barattoli" è stato selezionato tra i vincitori della Quinta edizione del Concorso Nazionale "Una rondine al tetto", indetto dalla casa editrice Argolibro. Il tema di quest'anno, dedicato al rinnovamento e al cambiamento, ha accolto la mia riflessione sulla migrazione, la memoria e la rinascita. Il testo verrà presto pubblicato nella loro antologia ufficiale.
Dopo aver ricevuto il primo premio al Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre, questo nuovo traguardo rappresenta per me una preziosa conferma. È un'altra tappa importante per la mia scrittura e per i temi che scelgo di portare alla luce: l'esperienza della migrazione romena, la complessa ricerca di un'identità tra due mondi e la forza di trasformare il dolore in consapevolezza.
In questo racconto ho racchiuso il senso del dor – quella nostalgia profonda e tipicamente romena – e il rito autunnale della preparazione delle murături (le verdure sotto aceto), metafora di come il passato possa essere conservato senza fare più male.
In attesa dell'uscita dell'antologia cartacea edita da Argolibri, ne condivido qui un breve estratto.
Il sale nelle ferite, il dolore nei barattoli (Estratto)
di Andreea Paula Danilescu
Quest’estate è stata la più strana della mia vita. È stata come una vecchia libreria polverosa: c'era dentro di tutto e di più, interi volumi carichi di ricordi e di assenze. Per la prima volta, la casa di papà non mi è sembrata quel rifugio che avevo idealizzato nell’infanzia, ma un guscio vuoto, decadente.
(...)
Oggi, mentre l’autunno bussa alla porta, sento che il cerchio si è chiuso. La Romania resta il cuore, il luogo del dor — quel sentimento intraducibile di nostalgia e appartenenza — ma Roma è la mia vita. Il mio rinnovamento è iniziato questo settembre, tra i libri di scuola di mia figlia Monica e l’odore pungente delle conserve. Preparare le murături¹ per Natale non è solo un rito di tranquillità, ma una lezione di vita: il dolore somiglia alla loro preparazione. Inizialmente il sale brucia sulle ferite del passato, proprio come sulle verdure appena tagliate, ma poi l’aceto interviene per conservare. Mettere i ricordi sotto aceto non significa dimenticarli, ma fare in modo che restino integri e fermi, perdendo quel sapore amaro che toglie il respiro.
¹ Murături: Verdure in salamoia o sotto aceto.
Il racconto completo sarà disponibile all'interno dell'antologia ufficiale della Quinta edizione del Concorso "Una rondine al tetto", attualmente in fase di pubblicazione a cura di Argolibro.
